What is naturopathy? · Cos'è la naturopatia?
Naturopathy is more than herbs, supplements and natural remedies.
(La naturopatia è molto più di erbe, integratori e rimedi naturali.)
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It’s a question I’m often asked.
When we think about naturopathy, herbs, supplements and natural remedies are usually the first things that come to mind. And that’s not wrong. But naturopathy, at least as I understand and practise it, is much more than that.
It starts with looking at the person as a whole: their physical and mental wellbeing, lifestyle, habits, personal history, environment and what is happening in their life at that particular time.
This is, after all, what holistic means. It is a word that may be somewhat overused nowadays, but the concept behind it is fundamental to naturopathy. We are not made up of separate parts, and the different aspects of our wellbeing are deeply interconnected.
Looking beyond the symptom: causalism
One of the core principles of the naturopathic approach I practise is causalism: the importance of looking beyond the symptom and trying to understand what may be underlying it.
Rather than seeing the symptom only as something to suppress, naturopathy considers it a signal — an invitation to look more deeply at the person and ask what factors may be contributing to an imbalance.
This changes the starting question.
Instead of asking only, “What can I use for this symptom?”, we begin to ask, “Why might this symptom be appearing in this particular person, at this particular time?”
The answer may not be simple or immediate. Different aspects of a person’s life can interact with one another, and understanding those connections requires observation, listening and time.
This is why causalism is so closely connected to the holistic nature of naturopathy: we cannot explore what may lie behind a discomfort without considering the individual as a whole.
The same symptom does not mean the same path
Two people may experience the same discomfort and yet have completely different characteristics, habits, needs and personal histories.
Their nutrition, sleep, stress, daily routines, environment, emotional wellbeing and circumstances may all be different. Even the way they experience and respond to the same situation may differ.
For this reason, there cannot be one identical naturopathic path for everyone.
The purpose is not to apply a ready-made protocol to a symptom, but to understand the individual and identify strategies that are realistic and appropriate for them.
This is also why the naturopathic approach requires listening before suggesting.
Being the protagonist of your own wellbeing
There is another principle that is fundamental to the way I practise naturopathy: the person has an active role in their own wellbeing journey.
The naturopath can provide guidance, offer a different perspective and help identify possible strategies, but lasting wellbeing cannot simply be handed from practitioner to person.
The person remains the protagonist.
For me, this also means being accountable for the commitment we make to our own wellbeing. Not everything is within our control, but we can take an active part in the choices and changes we decide to make.
And this requires patience.
We live in a culture that often promises rapid solutions and immediate results. A naturopathic path takes a different perspective. If we want to create changes that are sustainable and genuinely become part of our lives, we need to allow them time.
Changing long-established habits, understanding our own needs and finding a different physical and mental balance is a process. Sometimes the most durable changes begin with small steps rather than dramatic interventions.
The aim is not to do everything perfectly or to transform our lives overnight. It is to gradually build greater awareness and create conditions that can support our wellbeing over time.
Three principles at the heart of my approach
Causalism is one of three core naturopathic principles that inform the way I work.
The other two are the theory of humours and vitalism.
These three concepts offer different but interconnected ways of looking at the individual: exploring what may be underlying a discomfort, considering the balance of the body’s internal environment and, through vitalism, considering the person’s vitality and vital energy as part of their overall physical and mental balance.
They belong to the traditional framework of naturopathy and deserve more explanation than a few lines here.
In the next Insights, I will explore them individually, beginning with the theory of humours: what does it mean in naturopathy?
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È una domanda che mi viene fatta spesso.
Quando pensiamo alla naturopatia, erbe, integratori e rimedi naturali sono generalmente le prime cose che ci vengono in mente. E non è sbagliato. Ma la naturopatia, almeno per come la intendo e la pratico, è molto di più.
Parte dall’osservazione della persona nella sua interezza: il suo benessere fisico e mentale, lo stile di vita, le abitudini, la storia personale, l’ambiente in cui vive e ciò che sta accadendo nella sua vita in quel particolare momento.
È questo, in fondo, il significato di olistico. È una parola forse un po’ abusata al giorno d’oggi, ma il concetto che esprime è fondamentale in naturopatia. Non siamo fatti di parti separate e i diversi aspetti del nostro benessere sono profondamente interconnessi.
Guardare oltre il sintomo: il causalismo
Uno dei principi fondamentali dell’approccio naturopatico che pratico è il causalismo: l’importanza di guardare oltre il sintomo e cercare di comprendere che cosa possa esserci alla base.
Anziché considerare il sintomo soltanto come qualcosa da sopprimere, la naturopatia lo considera un segnale, un invito a osservare la persona più in profondità e a chiedersi quali fattori possano contribuire a una condizione di squilibrio.
Questo cambia il punto di partenza.
Invece di chiederci soltanto “Che cosa posso utilizzare per questo sintomo?”, iniziamo a domandarci “Perché questo sintomo si sta manifestando proprio in questa persona, in questo particolare momento?”
La risposta potrebbe non essere semplice né immediata. Diversi aspetti della vita di una persona possono interagire tra loro e comprenderne le connessioni richiede osservazione, ascolto e tempo.
È per questo che il causalismo è così strettamente legato alla natura olistica della naturopatia: non possiamo esplorare ciò che può essere alla base di un disturbo senza considerare la persona nella sua interezza.
Lo stesso sintomo non significa lo stesso percorso
Due persone possono manifestare lo stesso disturbo e avere caratteristiche, abitudini, esigenze e storie personali completamente diverse.
La costituzione fisica, l’alimentazione, il sonno, lo stress, le abitudini quotidiane, l’ambiente, il benessere emotivo, il livello energetico e le circostanze personali possono essere molto diversi. Anche il modo in cui vivono e reagiscono alla stessa situazione può esserlo.
Per questo motivo, non può esistere un percorso naturopatico identico per tutti.
L’obiettivo non è applicare al sintomo un protocollo predefinito, ma comprendere la persona e individuare strategie realistiche e adatte alla sua individualità.
Anche per questo, nell’approccio naturopatico l’ascolto viene prima del suggerimento.
Essere protagonisti del proprio benessere
C’è un altro principio fondamentale nel mio modo di praticare la naturopatia: la persona ha un ruolo attivo nel proprio percorso di benessere.
Il naturopata può offrire una guida, proporre una prospettiva diversa e aiutare a individuare possibili strategie, ma un benessere duraturo non può semplicemente essere consegnato dal professionista alla persona.
La persona rimane protagonista.
Per me questo significa anche assumersi la responsabilità dell’impegno che scegliamo di dedicare al nostro benessere. Non tutto dipende da noi, ma possiamo partecipare attivamente alle scelte e ai cambiamenti che decidiamo di intraprendere.
E questo richiede pazienza.
Viviamo in una cultura che spesso promette soluzioni rapide e risultati immediati.
Un percorso naturopatico parte da una prospettiva diversa. Se vogliamo creare cambiamenti sostenibili, che possano davvero entrare a far parte della nostra vita, dobbiamo concedere loro tempo.
Modificare abitudini consolidate, imparare a comprendere meglio le nostre esigenze e ritrovare un diverso equilibrio fisico e mentale è un processo. A volte i cambiamenti più duraturi iniziano da piccoli passi, piuttosto che da interventi radicali.
L’obiettivo è sviluppare gradualmente una maggiore consapevolezza e creare condizioni che possano sostenere il nostro benessere nel tempo.
Tre principi alla base del mio approccio
Il causalismo è uno dei tre principi fondamentali della naturopatia su cui si basa il mio modo di lavorare.
Gli altri due sono la teoria degli umori e il vitalismo.
Questi tre concetti offrono prospettive diverse ma interconnesse attraverso cui osservare la persona: esplorare ciò che può essere alla base di un disturbo, considerare l’equilibrio dell’ambiente interno dell’organismo e, attraverso il vitalismo, considerare la vitalità e l’energia vitale della persona come parte del suo equilibrio complessivo, fisico e mentale.
Appartengono alla tradizione naturopatica e meritano un approfondimento che vada oltre poche righe.
Nei prossimi Approfondimenti li esplorerò singolarmente, iniziando dalla teoria degli umori: che cosa significa in naturopatia?